[CollettivoAntropologico] I: Lo facciamo perchè......

Federazione Provinciale Verdi Siena antonio.fiorenzani a gmail.com
Sab 25 Apr 2009 15:56:24 CEST


 

 
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1. Ce l’abbiamo messa tutta cercando di lavorare a fianco degli
amministratori del PD, abbiamo offerto con discrezione le nostre competenze
nel cui valore  crediamo fermamente e ogni giorno di più. 

2. Ce l’abbiamo messa tutta ma non è bastato, se non proprio di una
rivoluzione c’è almeno bisogno di discontinuità. Troppi gli errore, troppe
le approssimazioni, era necessario che i Verdi si facessero avanti
proponendosi come una vera forza alternativa…

3. Non sarà una battaglia contro qualcuno, ma a favore, basata tuttavia su
presupposti culturali diversi, sostanzialmente sulla ricerca di un modello
alternativo, coerente con le tracce che il nostro territorio porta con sé e
che rappresentano la prima risorsa; il nostro sarà un progetto di continuità
con la storia che la Terra di Siena esprime

4. Faremo un fioretto di buona volontà per non sparare sul pianista ma è
tempo che le differenze affiorino tutte; i Verdi non possono sopportare
l’idea di assumersi la colpa di non aver denunciato le storture di un
modello che produce i disastri che ormai sono sotto gli occhi di tutti.  

5.  Avevamo creduto nell’Ulivo e collaborato all’Unione, non è certo colpa
nostra se questi progetti sono stati sfilati dal tavolo del confronto; lo
dico con tutta serenità al segretario del PD che ci accusa più per eccesso
di nervosismo che per fondatezza delle argomentazioni.

6. Ci accompagnano compagni di viaggio autorevolissimi la cui presenza ci dà
conforto, alla lezione di Langer  oggi seguono le lezioni di economia, di
scienza e di vita, di Wolgang  Sachs e di Serge Latouche,  che saranno
presenti ai nostri appuntamenti e che ci danno sicurezza e conforto. Non li
abbiamo chiamati per strumentali appuntamenti elettorali ma per la
condivisione di solidi principi scientifici e per una visione delle cose che
punta su un diverso modello, non più basato sullo sviluppo o sull’assurda
idea di una crescita all’infinito ma su un più realistico senso di
responsabilità affidato alla costruzione di equilibri credibili nella
relazione tra economia ed ambiente.

7. Ecco, l’economia; qualcuno pensa che non ne sappiamo parlare perché siamo
il partito del no. Sbagliano, ed è anche per questo che non ci vogliamo più
nascondere, ma intendiamo presentare un nostro progetto per questa terra di
Siena. Chi pensa che il futuro passi da fabbriche estranee alla storia
dell’economia locale semina piante senza radici e dimostra non solo di
sapere poco di economia ma neppure di storia, troppe sono le tracce lasciate
da aziende il cui arrivo è stato preceduto da annunci mirabolanti e che poi
se ne sono andate miseramente lasciando solo tracce di terra bruciata e
odore di zolfo. Chi pensa che il futuro di questa terra passi dagli
aeroporti, sbaglia. La provincia di Siena possiede nella sua storia e
nell’identità che ne consegue la prospettiva del suo futuro, la
valorizzazione dei suoi tesori, primo fra tutti il paesaggio. Lo potete
trovare scritto non nei documenti dei verdi, ma in quelli della CGIL e di
Legambiente che annunciavano 1500 posti di lavoro a seguito di una
riconversione ecologica del territorio… è una lezione da non dimenticare e
segnala lo scollamento che c’è su un piano di realtà tra chi si candida
promettendo mirabilie di un futuro che è già passato e chi invita ad una
maggiore sobrietà e ad una maggiore giustizia nella distribuzione delle pur
abbondanti  risorse che la natura ci ha messo a disposizione. 

8. Proponiamo una riconversione negli stili di vita che non segni un ritorno
indietro nel tempo ma che guardi in avanti verso uno sviluppo tecnologico
compatibile con la natura e non in contrapposizione ad essa. Energia, acqua,
aria, terra. Non sono solo gli elementi della nostra campagna elettorale ma
le risorse che vogliamo tutelare e sulle quali vogliamo costruire un futuro
duraturo e credibile. 

I Verdi sono per la modernità, ne conoscono gli strumenti ed i linguaggi,
basano le proprie competenze sull’esperienza e la ricerca,  non si candidano
per un presunto diritto ereditario ma per un senso di responsabilità diffuso
e radicato.

9.  Attorno a questo progetto politico i verdi si stanno ritrovando dopo una
stagione confusa e troppo protesa ad accreditarci in ambiti che non ci
appartenevano.  I Verdi sono tornati alle loro battaglie storiche, con
l’ambiente  al centro di ogni strategia politica. 

10. Infine le parole che fanno un programma: 

tutela delle risorse naturali al centro di ogni politica, mobilità, mezzi di
locomozione collettivi ed a basso impatto; sviluppo di piste ciclabili a
sostegno di un turismo sostenibile,  intelligente e moderno; Tecnologie
sostenibili, welfare locale basato su generosità, qualità ed efficienza;
politiche del lavoro affidate alla valorizzazione dei prodotti naturali
locali, al  rilancio dell’agricoltura, dei suoi prodotti di eccellenza
derivati, di un commercio affidato alla filiera corta che distribuisce più
equamente i redditi e garantisce qualità al consumatore.


La conoscenza è un bene da valorizzare e mettere a frutto. Le tradizioni
dell’Università senese domandano più qualità e buone pratiche,  meno
protettorati e meno nepotismo.

 

La responsabilità sta anche nel saper costruire una filiera che partendo dal
sapere scientifico sostenga anche un terziario avanzato eccellente, che
consolidi la prospettiva occupazionale dei molti che ci lavorano. La qualità
è la chiave di volta, non il sostegno senza merito.  Questo vale anche per
le aziende manifatturiere che hanno spinto verso la crescita senza investire
in innovazione e ricerca, una miopia imperdonabile che chiama a
responsabilità indirette anche le amministrazioni locali. 

 

Federazione Provinciale Verdi Siena

 

 

 

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