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Fraternità per il diritto alla cas Fraternità per il diritto alla cas
Gio 6 Mar 2008 19:01:44 CET


coordinamento donne 


fraternitaà per il diritto alla casa


vi aspettiamo sabato 8 marzo 


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Il coordinamento delle donne della Fraternità per il Diritto alla Casa ha scelto di dedicare la giornata della donna 2008 ai diritti e alla necessità che i diritti siano garantiti per tutte e tutti, perché i diritti quando sono di pochi si chiamano privilegi. Le donne dell’associazione si sono manifestate al pubblico in occasione dell’ultimo consiglio comunale dove hanno organizzato un presidio per riaffermare il diritto alla casa, in particolare attraverso l’autocostruzione, la grande speranza per tantissime famiglie di Barletta che lottano non solo per la casa, ma in particolare per una migliore qualità della vita in città. 


L’iniziativa di sabato ha un messaggio chiaro e una richiesta chiara. Casa. Lavoro. Libertà.
La casa per noi tutte non è solo un luogo dove vivere, è un luogo dove abitare, dove crescere, dove racchiudere i propri ricordi, la memoria della famiglia, i tanti momenti belli e brutti della vita di ognuno di noi. Abitare un casa vuol dire abitare una città, cioè tutto quello che circonda le nostre case, la quotidianità troppo spesso fatta di arroganza dei più forti sui più deboli. Abitare vuol dire anche sentire il posto in cui si vive come bene comune. Come luogo in cui spende la vita attuale, e nel quale generare il futuro. L’attenzione delle donne in questi mesi ha trovato finalmente un posto in cui abitare. Per troppo tempo abbiamo sentito parlare di una politica aperta alle donne, di attenzione alle esigenze delle donne. Ma troppo spesso tutte queste belle dichiarazioni non sono mai state seguite da fatti. E non ci aspettavamo diversamente, anche perché delle donne parlano gli uomini. Troppi uomini parlano delle donne. Delle donne parla la politica, delle donne parlano i sindacati, delle donne parlano i giornali, delle donne parla la chiesa, delle donne parlano le religioni. Ma in quasi tutti i casi, parla una voce maschile. Allora sabato ci riprendiamo la parola, partendo dalla testimonianza di dieci donne barlettane di età diverse, studentesse, disoccupate, casalinghe, nonne, precarie, che raccordano la loro quotidianità, le proprie difficoltà in questa città. La delusione nei confronti della classe politica, ma la speranza che si è riaccesa da quando è iniziata l’esperienza di questa associazione, che ha finalmente dato una svolta al dibattito sul disagio abitativo, tutto causato dalla cattiva politica di questi anni. Oggi finalmente si parla di diritto alla casa, e si è smesso di parlare di diritto delle imprese o di presunte cooperative.


Ora lanciamo una nuova sfida: rimpadronirsi della parola libertà, usata troppe volte strumentalmente, in questo paese, da chi vuole vivere in un sistema sociale dove si dice che tutti sono liberi di lavorare, avere una casa, studiare, avere cure sanitarie, e anche creare una famiglia, ma troppo spesso è un diritto di pochi, dei più forti, o di chi ha più sicurezza economica.



Silvana Sfregola 
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